Via Similaun

3 Ottobre 2009

 

Siamo ad Ottobre ma il clima è ancora settembrino, così la scelta di come occupare l’unico giorno libero che abbiamo a disposizione nel week end lo dedichiamo all’arrampicata.

La meta scelta è la Valle del Sarca, sufficentemente vicina per fare “toccata e fuga”.

Partiamo Venerdì sera dopo il lavoro e, con nostro sconforto  😥  possiamo constatare che è in corso un temporale estivo… ma non siamo in autunno??!!?!?

Non ci demoralizziamo e proseguiamo fino al paese di Arco dove prendiamo alloggio nel nostro hotel a 5 stelle: l’ auto di Daniele.  😕  😉

La mattina dopo ci svegliamo poco speranzosi, ma sorpresa delle sorprese, il cielo è limpido. Subito guardiamo la roccia e ci sembra asciutta …. non ci resta che testarla!!  8)

Dopo una veloce colazione, ci dirigiamo alle placche zebrate dove, lasciata l’auto, prepariamo gli zaini e ci incamminiamo.

Già diverse cordate sono partite… che affollamento!!! dopo aver trovato, anche se con un po’ di fatica  😳  , l’attacco della via (per questo ringraziamo i ns. colleghi di Ravenna) partiamo.

Roccia stupenda, arrampicata particolarissima e tanta tanta fiducia!!  😯   😀 

Arrivati alla 3^ sosta, non contenti, a nostra insaputa attacchiamo il 4° tiro della via accanto:  ma non doveva essere un 4B ?!?!?!?!  Dopo essere arrivati in sosta decidiamo di ri-consultare la relazione….  notiamo con disappunto che era proprio un 4B… ma le prese le hanno tolte???  😯   ❓   😯

Ed è qui che i ns. colleghi di Ravenna vengono in nostro aiuto x la 2^ volta, comunicandoci che nella loro relazione è indicato di non seguire la variante di sx…. come mai nella ns. relazione è sfuggito questo piccolo particolare?!?!?  😯

In effetti da qui si partiva con un 6B seguito da un 6B+ e un 6c su uno “specchio di roccia” per la quale eravamo sprovvisti dell’attrezzatura essenziale: le ventose!!  😳   😉

No! No! Per la paura di dover proseguire non esitiamo a calarci alla sosta precedente dove ripartiamo sul tiro corretto, cercando i fittoni poco visibili.

Peggio di così non poteva andare, perciò attacchiamo l’unica difficoltà (6A) con cuor leggero, sapendo che i tiri sucessivi sarebbero stati una passeggiata.  8)

Ma scopriamo che la nostra fidata relazione fa un altro “buco nell’ acqua” … anzi nella via direi!!! infatti il tanto atteso ultimo tiro di 4B , che ci doveva portare in uscita, si è rivelato il penultimo tiro… (6A)!!!

Decidiamo così di riporre con sollievo la ns. precisissima relazione per affidarci al più sicuro caso!!!  🙄  😕
 
Senza più problemi arriviamo in vetta e imbocchiamo il sentiero, per ns. fortuna  😳  molto evidente, che ci riporta alla macchina.

Giornata stupenda che mi farà sorridere ancora per un po’ di tempo.   😉

 

RELAZIONE

Regione: Trentino alto Adige (valle del Sarca)

punti d’appoggio: il bar placche zebrate al parcheggio

quota d’attacco: 140 mt

quota d’arrivo: 570 mt

 Sviluppo: 430 mt

esposizione: sud/est

tempo di percorrenza: 5 ore la via + 20 minuti di discesa tramite sentiero

   Difficoltà: 6A (6A obbl.)

  Materiali: due mezze da 60 mt, caschetto, utile un camalot del 001 BD al 4° tiro prima dello scivolo posto a dx  e   dell’ 1, cordini, moschettoni

Periodo: evitare l’ estate  

Tipo di roccia : calcare

Tipo di arrampicata: aderenza

  

  • Come raggiungerla

Arrivati ad arco superare il ponte e risalire per la valle del Sarca superando il paese di Dro. Dopo un po’ si noterà sulla destra il bar Placche Zebrate e alla sinistra il paretone delle placche. O parcheggiare al bar o proseguire per 50 mt fino ad un bel parcheggino posto sulla sinistra della strada ( mezzi più bassi di 2.20 mt se non erro).

 

  • Descrizione

Ottima via su roccia perfetta tranne due passaggi un po’ unti per i piedi ma che non dan fastidio.

chiodatura a fittoni ma a distanza lontana e passaggi obbligati. Come ho già scritto è utile un camalot dell 001 Black Diamond.

L’attacco è situato in cima alla collinetta ghiaiosa, dove si potranno notare sia a destra che a sinistra due “vallette”. E’ ben visibile anche il primo passaggio caratterizzato da una placca a forma di ferro da stiro e da una pianta solitaria posta di fronte all’ attacco della via Rita.

 

L1:  5c  risalire verticalmente la placca e superare il “ferro da stiro” e giungere alla sosta su cengia comoda.

L2: 4c  Dalla sosta salire verticalmente su buone prese rimontando un leggerissimo strapiombo e continuare su facile placca. Sosta su comoda cengia

L3: 5c  risalire sullo spigolo leggermente a destra e proseguire per placca fino al traverso delicato verso sinistra dove è utile un friends piccolo (0.5 BD) in una fessura a sinistra del fittone. Per facilitarsi nel passaggio ridiscendere leggermente su una piccola erosione dove dopo aver appoggiato i piedi si risale facilmente il canale un po’ erboso e terminare in sosta dopo un altro delicato passaggio su placca.

L4: 4B  attenzione dopo aver moschettonato il primo fittone visibile  non proseguire verso sinistra (6B di via giochi di Silvia) , ma traversare verso destra su facili roccette e tra l’erba cercare il fittone nascosto e proseguendo in traverso fino in sosta comoda  3 fittoni

L5 6A rimontare il passaggio verticale atletico e proseguire su placca tecnica ma non difficile fino in sosta

L6: 5c dalla sosta risalire verticalmente fino al primo fittone e sucessivamente spostarsi leggermente a destra e rimontare lo scivolo (non banale e dove mi sono assicurato con un BD 001 ad una fessura orizzontale alla base della rimonta) e proseguire per placca obliquando verso sinistra fino comoda cengia.

L7: 4c risalire verticalmente su placca appigliata e aggirare sulla sinistra un risalto verticale e giungere in sosta utilizzando la crepa leggermente unta. 

L8: 5A risalire su facile placca appoigliata e giungere in sosta

L9: 4C  risalire su facili roccette obliquando leggermente a destra fino ad arrivare alla cengia comoda su cui sostare

L10: 6A rimontare il muro verticale con buone tacche, e proseguire su facile placca fino alla sosta su cengia comoda, dove si uniscono le vie accanto.

L11: 4B proseguire sui pochi metri finali di facili rocce molto unte e arrivare in vetta dove si sosta sul comodo sentiero terminale (sui tronchi delle piante).

 

  • Discesa:

Seguire il sentiero ben visibile verso sinistra fino a congiungersi con una strada forestale che in 20 minuti circa riporta alla base della parete.

 

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