Naso di ghiaccio al Piz Cambrena

12 Luglio 2009

 

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Viste le ottime previsioni meteo per questo week end, decidiamo di andare nel comprensorio dei Grigioni, in Svizzera, per risalire il naso di ghiaccio del Piz Cambrena.

Putroppo le previsioni erano abbastanza sbagliate, infatti abbiamo trovato vento forte e cielo abbastanza coperto per tutta la giornata di Domenica.

Partiti Sabato pomeriggio in compagnia di Daniele, risaliamo con la funivia fino al rifugio Diavolezza e da lì ci incamminiamo verso la forcella prima del ghiacciaio, dove mettiamo la nuova tendina pronta per il test.

Finito di montare la nostra base per la notte, ceniamo, prepariamo l’attrezzatura per il giorno successivo e, in compagnia di due amici di on-ice alloggiati vicino a noi, beviamo un the caldo e facciamo quattro chiacchiere. Alle nove ci salutiamo e andiamo a coricarci nei nostri caldi sacchi a pelo.

Il mattino sveglia alle 4:30 e una volta fatta colazione e preparato le ultime attrezzature, abbandoniamo la tenda e ci dirigiamo verso l’attacco della via lungo il ghiacciaio.

Dopo 15 minuti circa di cammino arriviamo alla base della nostra parete, risaliamo il canale nevoso che troviamo con neve perfettamente rigelata e sbuchiamo sulla sella nevosa che ci avvicina allo sperone roccioso che, con facile e divertente arrampicata si lascia superare fino a portarci al naso di ghiaccio: una cupola ghiacciata alta circa 50 mt.

La troviamo ricoperta con 15 cm di neve fresca e, risalita in conserva lunga, proteggendo con alcune viti da ghiaccio, giungiamo sulla sella e in breve siamo in vetta.

Foto di rito, un piccolo spuntino e decidiamo di scendere dalla normale per il vento forte, senza così percorrere la facile traversata al Piz d’Arlas.

Scendiamo in direzione del Piz d’Arlas e in prossimità del salto roccioso della cresta, traversiamo verso sinistra abbassandoci gradualmente sotto le seraccate stando molto attenti ai numerosi crepacci presenti e, arrivati sotto lo sperone di roccia percorso anche in salita, riprendiamo il canale che in breve ci riporta alla base e da qui alla nostra tenda, ripercorrendo la traccia della normale che porta ai Palù.

Mangiamo un panino, ci rilassiamo un attimo e, dopo aver smontato la tenda, ci dirigiamo verso la funivia che ci riportata felici alla macchina.

Veramente una bella salita, mai troppo difficile, varia e divertente.

 

 

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RELAZIONE

Regione: Svizzera

Gruppo montuoso: Grigioni

Punti d’appoggio: rifugio Diavolezza

Dislivello: 550 mt la via

Tempo di percorrenza: 2 ore la salita e 1 la discesa

Difficoltà: AD+/50°/III°

Materiali: 2 picozze tecniche, ramponi, casco, 4 viti da ghiaccio e eventualmente friends medi per proteggere la parte in roccia e il misto se dovesse esserci tra il primo canale e la spalla.

Periodo: primavera ed estate

 

  

  • Come raggiungerla:

2 sono le possibilità più veloci da Lecco:

 1°- Da Lecco seguire la SS36 direzione Sondrio fino a Colico e da qui continuare diritti per Chiavenna.

Una volta giunti in paese proseguire sulla ss37 direzione st Moritz e sucessivamente tenere indicazioni per Bernina Pass fino ad arrivare al paese di Pontresina dove, sulla destra della strada che si sta percorrendo si noterà la funivia e il sentiero che porta al Rifugio Diavolezza.

 

2°- Da Lecco seguire la SS36 direzione Sondrio e arrivati a Colico abbandonare la superstrada e proseguire per statale fino a Sondrio.

Superato tenere indicazioni per Tirano. Giunti in paese Elvetico proseguire per la stessa strada (n’29) e in un ora dal confine si arriverà a Pontresina e la funivia del Diavolezza che troverete sulla sinistra della strada che state percorrendo.

 

N.B.   Se si volesse pernottare in tenda arrivati al rif. Diavolezza incamminatevi per la normale dei Palù e giunti alla sella prima di scnedere sul ghiacciaio (30minuti) sistemarsi in una delle tante piazzole riconoscibili per i muretti para vento.

 

  • Descrizione della salita

Dal rifugio Diavolezza seguire la normale per i Palù e giunti dopo 45 minuti sulla parete ovest del Cambrena risalire il primo pendio nevoso (45°) e giungere sulla spalla.

Da qui proseguire verso nord ovest verso l’evidente sperone roccioso e risalirlo (max  III°+) fino a giungere al naso di ghiaccio. Risalirlo (55°) ponendo attenzione ai diversi crepacci e giungere  in vetta.

 

  • Discesa

Noi siamo scesi dalla via normale per colpa del vento forte ma è anche possibile percorrere la traversata per il piz d’Arlas.

Di seguito descrivo la nostra discesa:

dalla vetta scendere per la cresta est verso il salto roccioso della cresta del Piz d’Arlas e traversare verso sinistra abbassandosi decisamente fino ad arrivare alla sella dove parte lo sperone roccioso percorso in salita e da qui ripercorrere il tragitto di salita.

difficolta: F+

 

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